"“e camminando e camminando stanno arrivando, stanno arrivando. e camminando e camminando stanno cantando, stanno cantando. e camminando e camminando stanno gridando, stanno gridando ora le stelle stanno cadendo le nostre mura stanno tremando e camminando e camminando a piedi nudi ballano i Santi trombe e tamburi ballano i Santi a braccia alzate ballano i Santi marciando lenti ballano i Santi”.
No Halloween …
Non mi piace la festa di Halloween...
Io rincorro i miei ricordi... quando il 1 novembre
era la festa di tutti i Santi...
Io rincorro le mie tradizioni quando il 1 novembre
Si tornava al paese per sentirli più vicini…
Io rincorro i miei sapori quando il 1 novembre
Arrostivano le castagne nei camini…
I rincorro i miei odori quando il 1 novembre
Il profumo era quello dei crisantemi e dei lumini…
Dan
Il 30 ottobre esce il cd live di Roberto Vecchioni " In cantus"

Un ponte meraviglioso tra l'artista e la donna !
da leggere tutto di un fiato !
Dan

Silenzi d’amore.
Quel silenzio tra noi….
Era carico come un treno merci,
Emozioni riportate solo
Nel libro dei sogni…
Immagini di ciò che non c’era stato..
E che non ha ritorni..
Foto sbiadite da un tempo
Troppo lungo da riempire,
E l’odore del mare a distrarci .
Quel silenzio tra noi….
Mentre contavo le onde
E la barca si allontanava,
Senza portarmi via perché era tardi .
Un sole rosso di fine estate
Scaldava la spiaggia dove io correvo
E in silenzio gridavo….
Non sarà mai tardi per amarti .
( Daniela estate 1975)
BUON COMPLEANNO GIANCARLO !
BUON COMPLEANNO PRINCIPESSA !!!!!!!!!!!!!!
TI VOGLIO BENE !
Mamma
BUONE VACANZE BIMBI E BIMBE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
DAN
" Guai in fabbrica " tratto dallo spettacolo teatrale
" E arrivammo ad uno scarico d'immondizia "
Montaggio di brevi atti unici di Harold Pinter
Regia : Gian franco Mazzoni
Costumi : Stefania Mazzoni
Marchetti : Andrea Disma Donnini
Ingegnere : Roberto Efrati
Da sempre Pinter ha analizzato e portato nei suoi testi il mondo delle fabbriche, della gestione del potere tra operai e imprenditori. In questo pezzo però questa disparità di ruoli e potere, viene trattata con molta ironia.
Il dialogo assurdo tra datore di lavoro ed un operaio rappresentativo di tutti i lavoratori si concentra sull'inumana condizione dell'industria , l'assurdità delle attività degli operai ed il senso di intrappolamento degli operaai che svolgono un lavoro per loro senza senso.
Il manager è contro ogni critica che colpisce ciò in cui crede. Per lui i prodotti sono tutti perfetti perchè da lui stesso ingegnati. Il problema implicito dell'operaio è rappresentato dalla monotonia del lavoro, mentre per il manager dal criticismo inaspetteto che può corrodere il fondamento della sua stessa vita.
Guai in fabbrica è una metafora sul rapporto del Leader e dei suoi stessi sostenitori. Lo spelling dei proodotti con nomi ridicoli simboleggia l'inutilità della condizione degli operai dell'industria. la difficoltà dei nomi ne rappresenta la difficolta della loro condizione.
" Il bicchiere della staffa " tratto dallo spettacolo teatrale
" E arrivammo ad uno scarico d'immondizia "
Montaggio di brevi atti unici di Harold Pinter
Regia : Gian franco Mazzoni
Costumi : Stefania Mazzoni
Nicolas : Andrea Disma Donnini
Victor : Roberto Efrati
Gila : Carolina Scarano
Il piccolo Peter : Gabriele Donnini
Tale opera, ispirata da una visita fatta dall'autore in Turchia insieme al registra Arthur Miller, tratta della violenza sul dissenziente, l'uso della parola come strumento di intimidazione o di tortura, la manipolazione dell'altro attraverso una sistematica contraffazione del linguaggio.
Nell'opera figurano quattro personaggi: Victor, Gila ed il figlio come perseguitati e Nicolas, che è il loro torturatore. Sebbene ha il potere nelle mani ("posso fa ciò che voglio"), Nicolas non è il vero possessore del "potere" che è di altri ("lo sai chi è a capo di questo paese?", "Dio parla attraverso di me") che autorizza le sue azioni. Nicolas si dimostra anche insicuro in quanto la sua forza le arriva dalla intensità delle parole e dalla estrema gestualità
Per usare le parole pronunciate da Horace Engdal, presidente dell'Accademia di Svezia, nel discorso che ha accompagnato la consegna a Pinter del Premio Nobel per la letteratura 2005, con questi fulminanti atti unici il nostro autore " ci costringe ad entrare nei luoghi chiusi dell'oppressione". Camere della tortura, misteriosi reclusori in cuui corridoi segreti o asettiche sale colloquio diventano luoghi di sevizia psicologica: l'ambientazione è sempre imprecisata e possiamo immaginare lontani regimi dittatoriali, ma anche sentire che tutto ciò potrebbe avvenire dietro l'angolo o a casa nostra.

La strada che non presi
Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei
Poi presi l'altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata;
Sebbene il passaggio le avesse rese
quasi simili
ed entrambe quella mattina erano lì uguali
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un'altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.
Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io -
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.
Robert Frost
La vita ci porta sempre davanti a dei bivi… e lì ti chiedi : “ Quale strada prendo ? “la scelta è difficile…la ragione ti porta a scegliere la strada più comoda e frequentata , ma il cuore noooooooo….il cuore si dirige alla strada più difficile , quella che non sai se ti porterà ad un’altra strada o ad un vicolo cieco ma è la strada del tuo cuore che nella sua irrazionalità è consapevole della scelta , scelta che non ti porta ad essere un oggetto fabbricato in serie ma di rimanere te stesso , diverso da altri nella tua unicità.
Quante strade prese accompagnano il mio cuore…i ricordi dei miei bivi sono al sicuro nei cassetti dei ricordi dove non ci sono rimpianti perchè le strade che ho
percorso , benchè gli errori, i dolori, le delusioni, i problemi, le corcate in testa…erano le mie strade ed averle percorse ha fatto la differenza nella mia vita.
Dan